Tesi 1,4

Una delle principali preoccupazioni degli italiani è la situazione israelo-palestinese e in un’ottica più estesa il Medio Oriente e i recenti sviluppi Usa-Iran.

Mentre, secondo la CNN, nonostante le trattative riguardo allo stresso di Hormuz e il programma nucleare iraniano nessun accordo verrà firmato oggi, domenica 24 maggio, e la situazione rimane precaria, nel complesso conflitto palestinese siamo sempre di più ammutoliti dinnanzi allo scempio di una geopolitica ottusa e fallimentare che ha causato crisi e morte in tutta la regione, portando anche chi inizialmente neutro, a condannare gli ultimi sviluppi. ma non è adesso il momento di ammutolirsi. 

Cosa dovremmo fare?

Io credo che attualmente noi dovremmo mantenere si una posizione di ferma opposizione alle violenze e un aperto dialogo con tutte le parti coinvolte, ma, alla data corrente, noi stessi, come popolo, come nazione e istituzioni, non siamo in una posizione tale da poter subordinare le problematiche che vediamo in patria a quelle degli scenari esteri, né tantomeno abbandonare la nostra pianificazione geopolitica completamente in favore di un isolazionismo scellerato. Una effettiva e radicale ricostruzione della sinistra unita passa per le questioni domestiche quanto per quelle estere, passa per la situazione di precarietà giovanile come per la situazione a Gaza, però, è sempre necessario dare maggiore attenzione ai problemi più grandi, no? Chi potrebbe negare che, per noi, quelli siano precisamente di natura domestica? È anche vero che, questa situazione, abbia una serie di effetti che necessariamente si ripercuotono sul mediterraneo e quindi su di noi, in quanto zona fondamentale e di primo interesse da un punto di vista geopolitico per la nostra collettività e anche per l’Europa, in quanto anch’essa condivide le nostre dinamiche nella regione.

Noi dobbiamo difendere un mediterraneo in pace e in cui i popoli collaborino, liberi e sicuri, e questo non si può fare se sulle coste di quelle terre va avanti un massacro.


Aventinus

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